L’oro, una «barbara reliquia»?

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«L’oro è una barbara reliquia», se ne uscì con questa battuta il famoso economista M. Keynes nel lontano 1924.
E già Lenin non si era espresso molto diversamente quando disse che «con l’oro si faranno gli orinatoi delle grandi città».

Ma così, almeno per adesso, non è stato, anzi. Il valore dell’oro, al di la di fisiologiche (o meno!) oscillazioni, è sempre sostenuto dalle persone che l’acquistano, vuoi per adornarsene, vuoi come investimento: l’oro non ha mai perso il suo fascino e la sua utilità.
DSC_0093E c’è sempre qualcuno che chiede di tornare al sistema del Gold Standard.
Negli Stati Uniti questo è sempre stato un cavallo di battaglia dell’ala conservatrice del partito Repubblicano, ma adesso qualcosa sembra muoversi concretamente in questa direzione.
Ha iniziato lo stato dell’Utah che ha deciso che si potranno accettare come forma di pagamento le monete d’oro, le gold eagle (ma per un sussulto di nazionalismo non saranno spendibili marenghi e krugerrand…!), gli ha fatto ora seguito l’Arizona, ma già altri stati hanno ventilato la possibilità di imboccare questa strada (fra i primi il North Carolina).
Il progetto prevede che le monete d’oro (ma anche quelle d’argento) siano considerate alla stregua di valuta, e dunque utilizzabili come pagamento, anche se nessuno sarà costretto ad accettarle, in questo modo non saranno più soggette alle tasse statali sullo scambio di oro, essendo fin qui considerate una forma d’investimento.
E’ la “rivolta” di alcuni stati contro il potere della FED, accusata, con la sua politica valutaria, di creare inflazione e di svalutare il biglietto verde.
Naturalmente perché la cosa possa prendere piede occorrerebbe che una simile decisione venisse presa dal senato di Washington, ma è molto difficile che ciò possa accadere, se non impossibile.
Il «Gold Standard» è davvero tramontato per sempre.

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by TriplaW
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