«Dodd-Frank Act» addio?

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Alcuni organi di stampa hanno dato positivo risalto al fatto che le quotazioni delle società finanziarie di Wall Street siano in aumento. C’è un preciso motivo: lo smantellamento del «Dodd-Frank Act».

Di cosa si tratta. Il «Dodd-Frank Act» è una legge varata dal governo Obama nel 2010 «con lo scopo di monitorare il livello di rischio per i contribuenti americani e di istituire meccanismi di rendiconto e di governance per le istituzioni finanziarie allo scopo di migliorare la trasparenza dei mercati finanziari» (da Wikipedia).
images (1)La legge non si occupa solo di questo, tra le altre cose impegna le società specializzate a dichiarare se i metalli utilizzati provengano da paesi nei quali sono in corso conflitti (i famigerati «bloody diamonds» ad esempio).
Dicevamo che le quotazioni delle banche d’affari sono decollate e questo da quando è stato eletto Donald Trump alla Casa Bianca.
Goldman Sachs, tanto per citarne una, e non a sproposito come vedremo, ha visto il suo titolo passare da 175 a 250 dollari.
Ma perché si da quasi per certo lo smantellamento della legge? Perché fanno parte del governo Trump ben cinque ex dipendenti di Goldman Sachs. Tanto per citarne uno solo, Gary Cohn, presidente dell’appena varato «Consiglio Economico Nazionale» era fino al dicembre scorso addirittura il presidente di Goldman Sachs!
Il «Dodd-Frank Act» poneva dei precisi paletti all’azione degli istituti che ora, invece, potranno tornare ad operare senza regolamentazioni e quindi tutti si aspettano di incrementare i profitti, anche perché si parla di ridurre in modo significativo il carico fiscale per queste società: con un taglio dal 35% al 15% è stato calcolato che i profitti potrebbero arrivare a 12 miliardi di dollari.
Ma la finanza “allegra” operata da questi signori abbiamo visto dove ha portato: stiamo ancora pagando la crisi scoppiata nel 2008 con il collasso della Lehman Brothers (613 miliardi di dollari di debito).
E in Italia la totale mancanza di controlli, quando non la complicità degli organi preposti, ha condotto prima alla messa in liquidazione di quattro banche ed ora all’operazione di salvataggio di MPS e delle banche venete scaricando le perdite prima sui correntisti e in seconda battuta su tutti i cittadini italiani.
Già diverse voci si sono levate paventando tra non molto lo scoppio di altre bolle speculative e chiedendosi chi proteggerà i risparmiatori, i cittadini tutti da una nuova crisi finanziaria.
E allora ricordiamoci del «bene rifugio» per eccellenza: l’oro. Che non tradisce mai e che proprio nei momenti di crisi svolge in pieno il suo rolo.

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by TriplaW
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