Quotazione dell’oro dal 2 al 6 settembre

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Il calo del prezzo dell’oro della scorsa settimana era fisiologico, considerando anche le immancabili prese di profitto.

Fino a quando la situazione politico economica rimarrà quella che è difficilmente vedremo il metallo scendere sotto i 1500 $/oz.
I dati sull’economia americana sono contrastanti, se, da una parte, l’indice dei consumi personali è il più alto dal 2014, dall’altra la fiducia dei consumatori è la più bassa dal 2016. Questo significa che gli acquisti potrebbero far segnare una flessione a breve, anche perché c’è stato un calo dei redditi personali, anche se mantengono in segno positivo.
Siamo sempre costretti a tenere d’occhio gli Stati Uniti perché è ancora la prima potenza economica al mondo, ma soprattutto perché il dollaro, con l’oro, è l’altro bene rifugio per eccellenza e ogni sua variazione ha riflessi sui consumi del metallo (ricordiamo che dollaro ed oro hanno sempre avuto una correlazione inversa: se sale uno scende l’altro di norma).
A sostenere l’oro sono anche gli acquisti delle banche centrali: 651 tonnellate nel 2018 (+74% rispetto al 2017) e 374 nei primi sei mesi di quest’anno.
La quotazione massima dell’oro in dollari/oz è stata di 1556,28 mercoledì 04 e la minima di 1503,47 venerdì 06; il dollaro è stato scambiato a 1,093 martedì 03 e a 1,1076 giovedì 05.

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by TriplaW
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