L’oro usato vale la metà ?

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Con questo titolo il giornale “24.it”, quello distribuito gratuitamente alle fermate del tram tanto per intenderci, ha pubblicato un lungo articolo sull’oro usato. 
Ve lo proponiamo, quasi interamente, per completezza d’informazione e poi lo commentiamo.

“Il prezzo dell’oro è ai massimi, ma non per chi decide di vendere i gioielli. Anelli e collane valgono oggi tra i 4 e i 10 euro al grammo. Ovvero quasi la metà rispetto alla quotazione attuale del metallo giallo che viaggia intorno ai 745 dollari l’oncia (18,5 euro al grammo), il record degli ultimi 28 anni. Chi decide di vendere i gioielli ai mercati dell’oro usato va incontro, pertanto, a una perdita del 50% circa rispetto al valore potenziale del bene. Il dato emerge  da un’indagine condotta da 24 minuti sugli esercizi che effettuano compravendita dell’oro fisico in tutta Italia. Da Maglie (Lecce) a Milano non vi sono differenze: un grammo d’oro vale al massimo 10 euro.
Il mercato. La valutazione, nella maggior parte dei casi, viene effettuata sul momento. Il pagamento è in contanti. Ma come mai una tale differenza rispetto alla quotazione di mercato? “Non possiamo agganciarci alle oscillazioni quotidiane dell’oro –spiega un rivenditore-. In particolare perché la legge antiricettazione ci impone di conservare il metallo prezioso per dieci giorni prima di mandarlo in fusione”.  (…)
Monete. Vantaggi e svantaggi. Le monete rappresentano lo strumento ideale per i piccoli risparmiatori che intendono investire nell’oro fisico. La spesa minima, infatti, si aggira intorno ai 114 euro. Inoltre, le monete, essendo già lavorate, non scontano spese di conio (a differenza dei lingotti). Tra gli svantaggi, le monete hanno problemi d’ingombro. A parità di oro puro sono più voluminose rispetto ai lingotti. C’è da aggiungere che il valore delle monete è legato sia al peso che all’usura dell’oggetto. Sterline o marenghi rovinati, ad esempio, costano meno di monete ben conservate.
Lingotti. Quando conviene acquistarli. Puntare sul lingotto richiede un esborso iniziale più alto rispetto alle monete dato che un chilogrammo vale circa 18mila euro. Il lingotto, però, non è soggetto ad usura. Il suo valore, infatti, dipende dalla quotazione di mercato e non dallo stato di conservazione e dall’estetica. Da ciò deriva che, dato l’alto valore di partenza, è difficile da liquidare in tempi brevi. Tra gli svantaggi, a parità di metallo puro, il lingotto è più costoso delle monete perché viene lavorato dal metallo grezzo per la vendita. Le monete, invece, sono già pronte per la commercializzazione essendo state coniate in origine.”  (…)

Vediamo insieme qualche punto allora:

1) L’oro a 18,50 euro al grammo?  Dobbiamo aver sbagliato qualche cosa visto che la nostra media di vendita quel giorno era di 16,91 euro. E comunque non bisogna confondere il valore dell’oro puro con quello degli oggetti che hanno titolo 750°/°°: se infatti il primo vale 16,91 l’oggetto quoterà automaticamente 12,6 euro, e già la prospettiva cambia.

2) E’ vero che, acquistando da privati, la merce deve rimanere ferma dieci giorni per eventuali controlli da parte della Finanza, ma bisogna anche tener conto del fatto che poi catenine, anelli e quant’altro dovrà essere fuso, analizzato e raffinato e questo comporta dei costi. E poi, vogliamo far guadagnare qualcosa al commerciante o questo deve lavorare per il solo  gusto di farlo?

3) Di monete d’oro ve ne sono di tutti i tipi, ovvero di peso e titolo diversi, quindi possiamo rimanere tranquillamente sotto quei 114 euro acquistando ad esempio un Marengo. E non è vero che le monete “scontano le spese di conio”: in numismatica esiste proprio il termine “aggio” che sta ad indicare il “valore aggiunto” al costo del metallo puro. L’ingombro poi: avete mai visto quant’è piccino un povero Marengo di 6,45 g? Fa’ quasi tenerezza… E’ vero invece che una moneta “fior di conio”, sia acquistandola che vendendola, avrà un valore maggiore della stessa moneta magari un po’ usurata.

4) Non bisogna essere parenti di Paperon de’ Paperoni ed acquistare solo lingotti d’oro da 1 kg, fortunatamente esistono anche quelli da 5 g. in commercio se vogliamo/possiamo spendere meno di 100 euro. E comunque tutto è rivendibile immediatamente, sia che si tratti del lingotto da 5 g che quello da 1 kg.

In ogni caso è importante rivolgersi ad operatori autorizzati e di fiducia che saranno anche in grado di informare correttamente il cliente su tutte le procedure di acquisto.
Ah, naturalmente noi siamo tra questi, per chi non l’avesse ancora capito…

P.s.: i valori indicati nell’articolo sono calcolati in base alle quotazioni di fine 2007, in questo momento il costo dell’oro puro è decisamente più alto, ma i concetti espressi non cambiano.

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  4. Luca M. Scrive:

    argomento e discussione molto interessante!
    ho una domanda per chi e’ piu’ informato e puo’ rispondere: monete d’oro e lingotti d’oro cosiddetti ‘uncirculated’, cioe’ mai usciti dal circuito e assolutamente nuovi, sono soggetti anch’essi a perdita di valore del 50% in caso di rivendita??
    io vorrei comprare un po’ di oro qui in USA a prezzi molto, molto concorrenziali rispetto all’Italia, non lo faccio per speculazione ma per assicurazione e diversificazione del portafoglio sul lungo periodo. in particolare, mi interessano le monete d’oro puro a 9.999 come il Canadian Maple e l’US Buffalo, oppure le rare monete d’oro pre-1933, che sembra posseggano un valore speciale come investimento. si tratta di buoni acquisti o anche questi conii speciali si deprezzano fortemente una volta acquistati da un privato??

  5. Mauro Marzorati Scrive:

    Buongiorno, monete e lingotti sono da valutare in base all’oro puro contenuto e quindi il loro valore varia in base alla quotazione del metallo. Facciamo un esempio: nel 2004 l’oro valeva 10,40 euro al grammo, in questo momento vale 18,40; è chiaro quindi che, se avesse acquistato allora, poniamo un lingotto da 100g, e lo avesse rivenduto oggi avrebbe guadagnato 800 euro, così come è chiaro che a quotazioni inverse quella sarebbe stata la cifra che avrebbe perso.
    Un discorso leggermente diverso vale per le monete: intanto potrebbero avere un valore numismatico che quindi trascende quello dell’oro puro contenuto e poi una moneta cosiddetta “fior di conio” vale qualcosa di più della stessa moneta passata di mano in mano.
    Riepilogando:quantificare perdite o guadagni a priori è assolutamente impossibile date le oscillazioni, anche notevoli, che il prezzo dell’oro può avere.

  6. Luca M. Scrive:

    Gentile Mauro Marzorati,

    la ringrazio molto per la sua cortese e precisa risposta. Qui in USA le monete pre-1933 sono molto scambiate tra gli investitori in oro poiche’ esenti dal rischio di confisca federale in caso di grave crisi finanziaria o bancaria (a parte il loro valore numismatico che e’ altra questione). Non mi pare che in Italia esista una legge che prevede la confisca di stato dell’oro fisico posseduto da privati in caso di crisi economico-finanziaria. Per questo sono piu’ interessato ai gold bullions piuttosto che alle monete antiche pre-1933. I gold bullions di purezza 9.999, cioe’ il massimo disponibile, sono il Canadian Maple, l’Austrian Philarmonics e l’US Buffalo. Consultando esperti investitori in oro sono venuto a sapere che il Canadian Maple e l’Austrian Philarmonics rappresentano probabilmente il miglior investimento in gold bullions, poiche’ il costo di conio dell’US Buffalo e’ un po’ piu’ alto. In particolare Canadian Maple e Austrian Philarmonics sono conii storici riconosciuti a livello internazionale e facilmente liquidabili. Molti commentatori ritengono che a partire dal 1999 e’ cominciato un nuovo ‘gold bull market’, che durera’ ancora per un decennio. Con l’inflazione che sta montando e tutte le materie prime in ascesa, petrolio in primis, diversi investitori stanno puntando sull’oro come ultimo hedge contro l’inflazione tanto quanto contro la deflazione (in caso di crisi finanziaria globale e crisi dei mutui sempre piu’ grave). Penso che acquistare gold bullions di purezza 9.999 e specialmente ‘fior di conio’ sia un investimento molto interessante oggi per il privato. Mi sbaglio?

  7. Luca M. Scrive:

    Ah dimenticavo, il mercato dell’oro ha una sua stagionalita’ ben precisa, in estate e’ particolarmente conveniente comprare, a causa del noto fenomeno del ‘summer doldrum’. Questo martedi l’oro ha corretto fortemente al ribasso, per esempio, quasi -3%… io ho comprato…
    Il dollaro si sta deprezzando sempre piu’, gira voce che avremo un cambio 1.75 a natale e forse 2/2.20 l’anno prossimo o nel 2010. gira anche voce che i grandi fondi di investimento americani si stiano pian piano spostando sull’oro, con piccoli incrementi percentuali delle loro posizioni a partire dal 2001… e si e’ visto l’effetto sul prezzo dell’oro all’oncia dal 2001 ad oggi…
    C’e’ chi da l’oro a 1.200 o 1.600$ l’oncia l’anno prossimo. Io ho comprato a $860 qualche giorno fa, non credo che il prezzo ritraccera’ piu’ a quota $700, men che mai sotto. Siamo entrati in un nuovo periodo tipo anni ’70 per i metalli preziosi?…

  8. barclay Scrive:

    Quali sono le monete consigliate? Il krugerrand e le sterline potrebbero andare bene?

    Potete consigliarmi una vostra filiale a Bologna, o se non c’e’ un negozio affidabile?
    Di quanto e’ in questo periodo lo spread?

  9. Mauro Marzorati Scrive:

    Le monete da lei citate, insieme ai marenghi ed ai dollari, sono quelle più comunemente accettate dal mercato, quindi non avrà problemi ad acquistarle e neppure a venderle. I nostri uffici sono a Milano ed a Pero. Impossibile quantificare lo spread perchè varia in base alla quotazione del metallo, ma soprattutto in base all’andamento del mercato (acquisto e vendita). Provi a contattarci.

  10. Luca Visini Scrive:

    Buon giorno, una domanda, in termini di “liquidabilità” futura è meglio acquistare una moneta o un lingotto di pari valore? In sostanza senza far conto necessariamente alla vostra organizzazione (peraltro più che valida) è più semplice e conveniente una moneta o un lingotto. Sbaglio o le monete le vendono/acquistano anche le banche?
    Grazie

  11. Mauro Marzorati Scrive:

    Non ci sono problemi di acquisto e/o di vendita sia con i lingotti che con le monete. E’ più che altro una questione di pesi (una sterlina, ad es., contiene 7,3g di oro puro mentre nei lingotti troverà quelli da 5g e da 10g)e, soprattutto, di garanzia (un lingotto è certificato, riporta il marchio del fabbricante, e se ne conosce peso e titolo, mentre le monete no).

  12. Simone Scrive:

    Buon Giorno Sign. Mauro Marzorati Mi Chiamo Betellini Simone e Sono Particolarmente interessato al fatto di riconvertire oro usato (gioielli materiali dentali e quant’altro)le chedo gentilmente se l’oro usato puo’ essere riconvertito in oro purissimo 999,9 e trasformato in lingotti da’ investimento. Ringraziandola per la sua disponibilita’ all’informazione e al dialogo,io, che sono ignorante in materia, grazie al suo blog ho potuto imparare molte cose sull’argomento dei metalli preziosi,di cui sono molto interessato.

  13. Mauro Marzorati Scrive:

    Certamente è possibile vendere oro usato ed acquistare lingotti di oro puro, ma sono due operazioni completamente separate. A norma di legge possiamo solo acquistare da un privato (secondo le modalità che abbiamo già spiegato in altri articoli), mentre si può acquistare liberamente lingottini senza alcun vincolo: non è possibile fare un cambio merce in pratica. Comunque …l’aspettiamo!

  14. Roberto Scrive:

    Salve, se dovessi vincere ad un programma televisivo, per esempio 2000 Euro su Mediaset, riceverei gettoni d’oro in un quantitativo tale per cui rivendendoli al prezzo di mercato, per assurdo il giorno stesso, varrebbero la stessa cifra vinta (cioè 2000 Euro) oppure detraete le tasse e/o la lavorazione e/o l’IVA?
    Inoltre l’importo ricavato dalla rivendita (sempre a Voi) dei preziosi va dichiarato come plusvalenza sul 730 ? (Cioè ci paga le tasse ?)

  15. Mauro Marzorati Scrive:

    Per maggiori delucidazioni la rimando anche ad altri articoli pubblicati sul blog dove è stato trattato l’argomento; comunque, riassumendo:
    – il valore che lei riceverebbe sarebbe già decurtato delle tasse (ed è per questo che non dovrebbe dichiarare la vincita nel 730), ma non del costo della lavorazione dei gettoni stessi (se Mediaset ha pagato un gettone 100 euro tra metallo e manifattura a lei lo consegnerà valutandolo 100 euro appunto).
    – tra il momento in cui i gettoni vengono commissionati e quello in cui lei li vende passa sicuramente del tempo (ed il prezzo dell’oro varia mille volte in un solo giorno), ma, nel frattempo, il valore potrebbe anche essere aumentato. In ogni caso, come in tutti i mercati, c’è sempre un prezzo di vendita ed un prezzo d’acquisto.

  16. Mario Perez Scrive:

    Non ho ben compreso come funziona il mercato dell’oro: se voglio vendere dell’oro questo verrà valutato a in base alla sua composizione, titolo e purezza, ovviamente, ma anche in base alle sue fattezze, ovvero a parità di peso e composizione 100 gr. d’oro sotto forma di gioiello valgono meno di 100 gr. d’oro in lingotti? Se si, come mi pare di capire, posso fondere gioielli e trasformarli in lingotti prima di procedere alla vendita?

  17. Mauro Marzorati Scrive:

    Non è un problema di “fattezze”, ma di titolo dell’oro. I lingotti in commercio sono normalmente di oro puro (999,9) ed è quindi facile ed immediata la loro valutazione d’acquisto; per quanto riguarda invece i gioielli bisogna prima determinarne il titolo (cioè quanto oro puro è contenuto) e per far questo è necessario prima fondere e poi procedere all’analisi della verghetta così ricavata (normalmente il titolo si aggira attorno a 730). Noi non acquistiamo mai i gioielli in quanto tali come succede con i cosiddetti “Compro oro”. Ci interpelli pure per ogni ulteriore chiarimento.

  18. utente Scrive:

    buon giorno chiedo cortesemente 2 domande
    1) è vero che quando acquisto oro fisico quando lo rivendo mi viene valutato il 70 max 80% del suo valore
    2) è vero che si fa fatica a vendere l’oro fisico ( ha scarsa liquidità) piuttosto che i titoli del settore aurifero ecc.
    spero di essermi spiegato bene
    cordiali saluti

  19. Mauro Marzorati Scrive:

    Buongiorno, non è possibile fare un conto in percentuale (il 20% di 100 è una cifra ed il 20% di 1000 è un’altra, tanto per capirci); noi acquistiamo, in questo momento, ad un euro in meno di quello che vendiamo, ma la differenza è stata anche minore; dipende dall’andamento del mercato (dal volume degli acquisti e delle vendite, non dal prezzo del metallo). Per quanto riguarda la seconda domanda le posso assicurare che non ci sono problemi a vendere oro fisico, si presenti ai nostri sportelli con un documento d’identità, il C.F. ed il codice Iban e noi in 10gg lavorativi le verseremo l’importo sul suo conto.

  20. Rita Scrive:

    Salve!
    Ho partecipato ad un gioco a premi televisivo. Il premio in gettoni d’oro decurtato alla fonte del 20% di IRPEF (così mi ha comunicato il referente dell’azienda presso cui ho giocato), mi verrà ulteriormente decurtato del 20% di IVA su ogni gettone per il suo acquisto, e di un costo di coniazione pari a circa €21 per ogni gettone. In totale la mia vincita iniziale diminuirà del 41%. Io e gli altri concorrenti ci domandiamo se tutto ciò sia possibile. La ringrazio anticipatamente. Cordiali saluti.

  21. Mauro Marzorati Scrive:

    Ricapitolando: per legge la ritenuta è alla fonte (avrebbe dovuto comunque pagare le tasse sulla sua vincita); alcuni concorsi, ma non tutti, conteggiano anche l’Iva; il costo di coniatura non può certo recuperarlo (anche se quei 21 euro a gettone mi sembrano un po’ tanti). Cosa può fare allora: aspettare a monetizzare la sua vincita scegliendo il momento più opportuno per farlo. Molti concorrenti in questo modo hanno guadagnato più di quello che avevano vinto. Lei segua le quotazioni dell’oro sul giornale e faccia due semplici conti: il peso dei gettoni lo moltiplica per 750 (es: g 456 x 750 = g 342), il risultato poi lo moltiplica per il valore dell’oro (calcoli un euro in meno, così se vede che l’oro vale 30 euro al g lei moltiplica i 342 g x 29 e ottiene 9918 euro che sono più o meno il valore dei gettoni). E se no faccia una cosa molto semplice: ci telefoni e le diremo esattamente cosa può realizzare. Ci chiami!

  22. sandro Scrive:

    Quesito:ma come si fa a capire i carati dell’oro in possesso ….se 24, ….18 …14 …ecc ?

  23. Mauro Marzorati Scrive:

    Ogni oggetto deve riportare, per legge, il titolo dell’oro. Se legge “750” vuol dire che si tratta di oro a 18 carati. La rimando comunque all’articolo pubblicato il 27 aprile “I titoli dell’oro” dove troverà tutte le informazioni al riguardo.

  24. antimo d'abrunzo Scrive:

    esiste secomdo voi una regola per fermare i volantini ingannevoli dei compro oro con suscritto prezzi inesistenti…?

  25. Mauro Marzorati Scrive:

    Purtroppo è impossibile, l’unica soluzione è rivolgersi a più di un compratore, confrontare i prezzi e scegliere quello più conveniente.

  26. micol6 Scrive:

    sono interessata all’ acquisto di lingotti a 24 carati 999/millesimi.
    investimento a lunga portata temporale.
    pero’ ho un dubbio : mentre e’ facilissimo monetizzare l’oro 18 kt presso qualsiasi gioielliere o compro oro come…dove invece rivendere il primo a cifra adeguata ovvero ben piu’ alta di quello meno puro usato in gioielleria ? grazie

  27. Mauro Marzorati Scrive:

    Noi non facciamo distinzione tra un lingotto a 24 carati e dell’oro “usato” a 18 perchè, nel secondo caso, paghiamo comunque l’oro puro contenuto. Quindi da noi avrà un’ottima quotazione anche del 750, oltre che, naturalmente, dell’oro puro.

  28. 100.000 contatti ! | Metalli Preziosi e Leghe Dentali Scrive:

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  29. La vendita di oro e’ tassata ? | Metalli Preziosi e Leghe Dentali Scrive:

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