L’oro e l’inquinamento

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C’è chi ha stimato che, per produrre un solo anello d’oro, vengano prodotte tre tonnellate di rifiuti. Non sappiamo se questi calcoli, riguardanti l’oro, siano esatti, ma possiamo purtroppo affermare che l’estrazione mineraria in genere è probabilmente una delle principali cause d’inquinamento del pianeta.

L’estrazione e la lavorazione dei metalli assorbe intanto una grande quantità di energia, dopo di che bisogna considerare che buona parte di questa energia proviene dall’impiego di petrolio e carbone e tutti conosciamo i problemi legati alla loro combustione. Ed infine bisogna tener conto dell’immane quantità di scarti che le miniere producono e quindi di tutti i problemi legati al loro smaltimento.


Ma veniamo all’inquinamento prodotto dall’oro.
L’oro viene estratto in ogni continente (solo in Antartide è vietato) da circa 400 miniere e le raffinerie sorgono normalmente nei loro pressi (la più grande al mondo è la Rand Refinery, in Sud Africa). In Italia lo si è scavato in qualche valle del Monte Rosa.

In natura l’oro “nativo” si trova normalmente in filoni legato al quarzo.
Il grosso problema è che per estrarlo veniva, e purtroppo in tanti paesi viene ancora usato, il mercurio e il cianuro.
Il mercurio ha la proprietà di legarsi all’oro e questo effetto viene sfruttato per recuperare il metallo giallo con il processo chiamato di “amalgamazione”.

Vediamo cos’è invece la “cianurazione” (o “lisciviazione”): questo metodo consiste nel trattare il minerale con una soluzione di cianuro che provocava il discioglimento delle particelle d’oro. Addirittura se non fosse stato per questo tipo di trattamento le miniere d’oro del Sud Africa sarebbero state tutte chiuse alla fine del 1800.

Qual è il problema del cianuro, è che si tratta di un minerale particolarmente tossico (una soluzione al 2% è letale per l‘uomo) e che si hanno grossi problemi nel gestirne gli scarti. Purtroppo per moltissimi anni non si è fatto altro che versarli nei corsi d’acqua (cosa che si continua a fare nei paesi poveri) con i risultati che si possono ben immaginare, mentre ora si tenta di stoccarli, ma con il costante pericolo di infiltrazioni nel sottosuolo.

C’è poi l’oro “alluvionale”. Anche in questo caso l’impatto ambientale per il suo recupero è notevole: le alluvioni terrazzate vengono bombardate con potenti getti d’acqua sotto pressione, se si tratta invece di letti di fiumi si adottano draghe che scavano in profondità.

Possiamo solo sperare che nuove tecnologie ci vengano in aiuto affinché il nostro anello d’oro possa maggiormente risplendere non avendo più alcuna responsabilità nell’inquinamento del pianeta Terra.

2 Risultati to “L’oro e l’inquinamento”

  1. loredana Scrive:

    avete informazioni anche su argento e bronzo???

  2. Mauro Marzorati Scrive:

    Presto pubblicheremo un articolo sull’argento e sull’argenteria. Non parleremo però del bronzo perché non è una lega preziosa. Lei però continui a seguirci.

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by TriplaW
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