Riserve auree

Varie --> Autore di questo articolo: Mauro Marzorati --> (26/mar/2008) 1 Commento »

Circa 30.000 tonnellate d’oro sono l’ammontare delle riserve delle 15 banche centrali europee (Sebc).La Banca d’Italia, luglio 2007,  ne possedeva 2.452 tonnellate che la collocavano al quarto posto nel mondo dopo Stati Uniti, Germania e Francia (non considerando il Fondo Monetario Internazionale).

Esiste un accordo tra le banche centrali (esclusa la Banca d’Inghilterra che non l’ha sottoscritto) e la BCE, il Central Bank Gold Agreement (è un accordo quinquennale che scadrà nel 2009), che stabilisce il quantitativo di oro che  le banche possono cedere: dal 1999 al 2004 ne sono state vendute 2000 tonnellate, fino al 2009 ne potranno essere cedute, complessivamente, altre 500.

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Associazione Orafa Lombarda

Varie --> Autore di questo articolo: Mauro Marzorati --> (18/mar/2008) 0 Commenti »

Era da poco terminata la guerra, ma già era sentita la necessità di organizzare in associazione gli orafi e gli argentieri, per supportarli nella ripresa e per aprire nuove prospettive di lavoro e di mercati..
Nasce così, il 18 ottobre 1945, l’ “Associazione Orafa Lombarda” (A.O.L.). 
Primo presidente fu Giuseppe Guindani, mentre oggi la prestigiosa, ma onerosa carica è affidata a Luca Buccellati, eletto lo scorso anno.

L’Associazione Orafa Lombarda in tutti questi anni è continuamente cresciuta in numero di iscritti (più di cinquecento le aziende) e nell’importanza delle attività svolte.
Per quanto riguarda gli iscritti, dato il loro numero e tenendo conto delle problematiche che possono essere diverse da un settore merceologico ad un altro, all’interno di AOL  ogni categoria, i banchi metalli piuttosto che i grossisti, i produttori piuttosto che i commercianti, sono organizzati in modo autonomo, anche se tutti lavorano congiuntamente, ciascuno nel suo campo e con le sue competenze specifiche, per lo sviluppo del settore dei metalli preziosi.

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L’oro e il suo impiego

Metalli Preziosi --> Autore di questo articolo: Mauro Marzorati --> (14/mar/2008) 4 Commenti »

Vediamo quali sono i maggiori campi nei quali il metallo giallo viene impiegato.
 

La gioielleria

Questo settore impiega tre quarti della produzione mondiale rendendola così una delle maggiori categorie di consumo. L’Italia in questo campo la fa da padrona, sia come paese produttore, trasformando quasi 500 tonnellate d’oro all’anno in oggetti finiti (dei quali il 70% viene poi esportato) e sia come consumatore assestandosi (133 tonnellate nel 2005) al terzo posto dopo India e Turchia. La Cina era poco dietro noi e quindi, molto probabilmente, ci avrà ormai superato, ma sicuramente nessuno potrà mai superare, e forse neppure uguagliare, la creatività e le capacità dei nostri orefici.

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L’ “Oro da investimento”

Lingotti e monete, Metalli Preziosi --> Autore di questo articolo: Mauro Marzorati --> (11/mar/2008) 6 Commenti »

In Italia fino all’anno 2000 non era possibile per un privato detenere oro puro se non gravandone l’importo d’acquisto con l’aggiunta dell’Iva.
Il regime fiscale è cambiato in seguito all’entrata in vigore della legge n. 7/2000 con la quale ci siamo adeguati alla normativa vigente nel resto d’Europa (direttiva 98/80/CE del Consiglio del 12 ottobre 1998).

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Scuola Orafa Ambrosiana: intervista al fondatore Luca Solari

Varie --> Autore di questo articolo: Graziella Gagliardi --> (06/mar/2008) 3 Commenti »

Nel mondo dell’oreficeria italiana esistono delle belle realtà che, a volte, sono poco conosciute anche nel nostro settore. Una di queste è senza dubbio la Scuola Orafa Ambrosiana; abbiamo scambiato due parole con il fondatore Luca Solari.

D: Come nasce la tua scuola?

R: La Scuola Orafa Ambrosiana ha aperto i battenti per la prima volta nel settembre del 1995. Ero alla ricerca di un attività che mi permettesse di vivere operando nel mercato dell’oreficeria che da sempre rappresentava per me una passione che coltivavo da hobbista dai tempi del liceo; venivo da un mondo totalmente diverso, dal marketing per una società che opera nel settore dei beni di consumo (detersivi), ma ero alla ricerca di una attività che mi permettesse una maggiore autonomia e, possibilmente nel settore che più amavo, quella dell’artigianato di alto profilo.

Bracciale scuola Orafa

D: Esistevano già realtà simili?

 R: Studiando il mercato di settore a Milano, mi ero stupito nello scoprire che non esistevano scuole di oreficeria in città; o meglio, c’erano, ma erano “mimetizzate”, quasi introvabili attraverso quelli che erano allora i comuni mezzi di ricerca (pagine gialle ecc.). Io venivo da Roma dove all’epoca le scuole erano almeno tre e si pubblicizzavano attraverso diversi canali. Date le dimissioni dove lavoravo, ho preso i locali di Via Tadino, selezionato un paio di insegnanti, attrezzato i locali e, soprattutto, avviato una campagna pubblicitaria che mi ha permesso a settembre di cominciare subito a buon regime.

D: Come è partita la scuola?

R: All’inizio avevo solo due corsi, ora sono tredici corsi diversi che esplorano tutte le tecniche più importanti in uso nella pratica di laboratorio. La Scuola non ha mai smesso di crescere, tanto da portarmi ad aprire anche la sede di Via Savona che gestisce mio fratello.

Scuola Orafa Ambrosiana

D: Addirittura hai aperto una sede a Tokio.

R: Si, nel 2001 abbiamo aperto una Sede a Tokio gestita da un mio ex allievo giapponese, diventato successivamente, grazie alle sue doti di comunicativa e abilità artigianale, insegnante della Scuola; tornato in Giappone ha aperto una sede gemellata con la nostra, con gli stessi programmi e la stessa impostazione organizzativa. Sta avendo un ottimo successo nonostante la nutrita concorrenza di scuole che c’è a Tokio. Questo crea un ponte tra la Scuola e il mercato giapponese che è da sempre importante per noi.

D: Quale è stata la risposta del pubblico?

R: La risposta della gente è stata da subito vivace e variegata; nata per essere una scuola di formazione professionale, ha visto nel tempo aumentare la richiesta da parte di un pubblico di persone che, da semplici appassionati, la frequentano, come me all’epoca, con l’intento di coltivare un hobby. Interessante è stata la risposta dall’ estero; ho avuto momenti in cui il pubblico straniero ha rappresentato il 50% della mia clientela, specie dall’estremo oriente, dall’Europa in generale e dal Sudamerica. Ora l’euro alle massime quotazioni di sempre rende più rarefatta la presenza di stranieri, ma la risposta degli italiani ed europei in generale è sempre vivace.

D: C’è qualcuno che si è iscritto pensando di iniziare un’attività?

 R: Chi si iscrive lo fa in sostanza per un buon 50% nella speranza di fare dell’oreficeria una professione, un buon 30% per semplice passione ed infine un 20% per ampliare le proprie conoscenze in un settore in cui già opera (es: il gioielliere che vuole capire come nasce un oggetto di oreficeria, un orafo che vuole conoscere le problematiche di incastonatura, un negoziante che vuole occuparsi direttamente delle riparazioni, ecc.).

Gemelli

D: Prospettive?

R: Le prospettive: ricerca dell’eccellenza prima di tutto, perchè è la soddisfazione degli allievi per il lavoro svolto che ci ha portato a riempire le aule e perchè se hai la passione per un lavoro, cerchi di farlo al meglio: solo così ti diverti! Poi la prospettiva di portare il nostro know how all’estero, facendo leva sull’immagine di qualità che distingue il nostro prodotto all’estero…non è facile, ma ci stiamo lavorando.

A questo punto non possiamo che fare i migliori auguri di buon lavoro a Luca e a tutti i suoi allievi e ci auguriamo che queste poche righe possano stimolare altri ad intraprendere una strada, sia come semplice hobby che come professione, certamente difficile, ma assolutamente affascinante.

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by TriplaW
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