mar 26
Varie --> Autore di questo articolo: Mauro Marzorati
Circa 30.000 tonnellate d’oro sono l’ammontare delle riserve delle 15 banche centrali europee (Sebc).La Banca d’Italia, luglio 2007, ne possedeva 2.452 tonnellate che la collocavano al quarto posto nel mondo dopo Stati Uniti, Germania e Francia (non considerando il Fondo Monetario Internazionale).
Esiste un accordo tra le banche centrali (esclusa la Banca d’Inghilterra che non l’ha sottoscritto) e la BCE, il Central Bank Gold Agreement (è un accordo quinquennale che scadrà nel 2009), che stabilisce il quantitativo di oro che le banche possono cedere: dal 1999 al 2004 ne sono state vendute 2000 tonnellate, fino al 2009 ne potranno essere cedute, complessivamente, altre 500.
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mar 18
Varie --> Autore di questo articolo: Mauro Marzorati
Era da poco terminata la guerra, ma già era sentita la necessità di organizzare in associazione gli orafi e gli argentieri, per supportarli nella ripresa e per aprire nuove prospettive di lavoro e di mercati..
Nasce così, il 18 ottobre 1945, l’ “Associazione Orafa Lombarda” (A.O.L.).
Primo presidente fu Giuseppe Guindani, mentre oggi la prestigiosa, ma onerosa carica è affidata a Luca Buccellati, eletto lo scorso anno.
L’Associazione Orafa Lombarda in tutti questi anni è continuamente cresciuta in numero di iscritti (più di cinquecento le aziende) e nell’importanza delle attività svolte.
Per quanto riguarda gli iscritti, dato il loro numero e tenendo conto delle problematiche che possono essere diverse da un settore merceologico ad un altro, all’interno di AOL ogni categoria, i banchi metalli piuttosto che i grossisti, i produttori piuttosto che i commercianti, sono organizzati in modo autonomo, anche se tutti lavorano congiuntamente, ciascuno nel suo campo e con le sue competenze specifiche, per lo sviluppo del settore dei metalli preziosi.
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mar 14
Metalli Preziosi --> Autore di questo articolo: Mauro Marzorati
Vediamo quali sono i maggiori campi nei quali il metallo giallo viene impiegato.
La gioielleria
Questo settore impiega tre quarti della produzione mondiale rendendola così una delle maggiori categorie di consumo. L’Italia in questo campo la fa da padrona, sia come paese produttore, trasformando quasi 500 tonnellate d’oro all’anno in oggetti finiti (dei quali il 70% viene poi esportato) e sia come consumatore assestandosi (133 tonnellate nel 2005) al terzo posto dopo India e Turchia. La Cina era poco dietro noi e quindi, molto probabilmente, ci avrà ormai superato, ma sicuramente nessuno potrà mai superare, e forse neppure uguagliare, la creatività e le capacità dei nostri orefici.
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mar 11
Metalli Preziosi --> Autore di questo articolo: Mauro Marzorati
In Italia fino all’anno 2000 non era possibile per un privato detenere oro puro se non gravandone l’importo d’acquisto con l’aggiunta dell’Iva.
Il regime fiscale è cambiato in seguito all’entrata in vigore della legge n. 7/2000 con la quale ci siamo adeguati alla normativa vigente nel resto d’Europa (direttiva 98/80/CE del Consiglio del 12 ottobre 1998).
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mar 06
Metalli Preziosi --> Autore di questo articolo: Graziella Gagliardi
Nel mondo dell’oreficeria italiana esistono delle belle realtà che, a volte, sono poco conosciute anche nel nostro settore. Una di queste è senza dubbio la Scuola Orafa Ambrosiana; abbiamo scambiato due parole con il fondatore Luca Solari.
D: come nasce la tua scuola?
R: La Scuola Orafa Ambrosiana ha aperto i battenti per la prima volta nel settembre del 1995. Ero alla ricerca di un attività che mi permettesse di vivere operando nel mercato dell’oreficeria che da sempre rappresentava per me una passione che coltivavo da hobbista dai tempi del liceo; venivo da un mondo totalmente diverso, dal marketing per una società che opera nel settore dei beni di consumo (detersivi), ma ero alla ricerca di una attività che mi permettesse una maggiore autonomia e, possibilmente nel settore che più amavo, quella dell’artigianato di alto profilo.
D: esistevano già realtà simili ?
R: Studiando il mercato di settore a Milano, mi ero stupito nello scoprire che non esistevano scuole di oreficeria in città; o meglio, c’erano, ma erano “mimetizzate”, quasi introvabili attraverso quelli che erano allora i comuni mezzi di ricerca (pagine gialle ecc.). Io venivo da Roma dove all’epoca le scuole erano almeno tre e si pubblicizzavano attraverso diversi canali. Date le dimissioni dove lavoravo, ho preso i locali di Via Tadino, selezionato un paio di insegnanti, attrezzato i locali e, soprattutto, avviato una campagna pubblicitaria che mi ha permesso a settembre di cominciare subito a buon regime.
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